ITALIA E LA REPRESSIONE FINANZIARIA!

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Chi segue da anni Icebergfinanza sa che Carmen Reinhart e Kenneth Rogoff sono da sempre due delle nostre stelle polari, massimi esperti mondiali di crisi economico/finanziarie e di debito pubblico.

Leggete attentamente questo post perchè nasconde alcuni suggerimenti fondamentali ma soprattutto vi spiega in maniera chiara quello che sta accadendo o meglio qual’è la ricetta storica applicata per cercare di uscire da questa immensa trappola che è la debt deflation.

Mentre imperversava la crisi e tutto intorno il mondo urlava al pericolo inflazione, addirittura aspettando Godot Hyperinflation, Icebergfinanza è stato l’unico in Italia che sin dall’inizio vi ha parlato di Irving Fisher e Hyman Minsky, raccontandovi quotidianamente gli effetti di una imponente “debt deflation” con annessa evidenza empirica e possibili vie di uscita che potrete trovare in ogni angolo dei nostri archivi …

LA DEFLAZIONE, LA DEBT DEFLATION SIA CON Icebergfinanza   DEFLAZIONE e DEBT DEFLATION: RITORNO AL Icebergfinanza DEBT DEFLATION o DEFLAZIONE, UN MISTERO Icebergfinanza DEBT DEFLATION…..UN OCEANO DI DEBITI!icebergfinanza  deflazione & debt deflation: una realta’ empirica – Icebergfinanza emissioni.

“La crisi non è ancora finita”, avverte Carmen Reinhart, “non negli Stati Uniti e non in Europa.” Conosciuta per la sua profonda comprensione della crisi  ‘non è mai diverso questa volta’, l’economista di Harvard sfodera alcune perle di verità e saggezza in questa intervista su Der Spiegel 

Ascoltatela perchè c’è veramente da imparare …

 “Nessuna banca centrale vuole ammetterlo ma stanno mantenendo i tassi bassi per aiutare i governi ad uscire dalle loro crisi del debito. In realtà si stanno facendo in quattro per aiutare i governi a finanziare i loro deficit“, e indovinate un po ‘,” questa non è una novità nella storia. “

E meno male che qualche illuminato suggeriva di spazzare via il debito con l’inflazione!

After World War II, all countries that had a big debt overhang relied on financial repression to avoid an explicit default.  After the war, governments imposed interest rate ceilings for government bonds; but, nowadays, she explains, “monetary policy is doing the job. And with high unemployment and low inflation that doesn’t even look suspicious. Only when inflation picks up, which is ultimately going to happen, will it become obvious that central banks have become subservient to governments .”

E ora leggete attentamente queste parole … Nations “seldom just grow themselves out of debt,” as so many believe is possible, “you need a combination of austerity, so that you don’t add further to the pile of debt, and higher inflation, which is effectively a subtle form of taxation,” with the consequence that people are going to lose their savings .

Nessuna novità quindi, la storia non si ripete, ma ama come sempre fare la rima. Il ricorso alla repressione finanziaria con manipolazione dei tassi dopo la guerra andava di moda, figurarsi poi in un ambiente depressivo con disoccupazione e deflazione in aumento.

Sarà interessante saggiare l’indipendenza della banche centrali quando all’improvviso un giorno lontano l’inflazione ripartirà.

Con la conseguenza che le persone stanno per perdere i loro risparmi, si perchè questa è una FINANCIAL REPRESSION…una repressione finanziariaREPRESSIONE FINANZIARIA E INFLAZIONE!icebergfinanza .

Su  Der Spiegel, potete trovare l’intervista integrale io riporto solo i passaggi più significativi…

I governi non sono in grado di ridurre i loro debiti e  le banche centrali stanno ora intensificando la loro attività per risolvere la crisi Alla fine, sostiene, i risparmiatori  pagheranno il prezzo… …

SPIEGEL: M.Reinhart, le banche centrali di tutto il mondo stanno inondando i mercati di denaro a buon mercato, al fine di stimolare le economie a supporto dei governi Stanno perdendo la loro indipendenza?

Reinhart: Nessuna banca centrale vuole ammetterlo ma stanno mantenendo i tassi ai minimi per aiutare i governi ad uscire dalle loro crisi del debito. Ma in realtà si stanno facendo in quattro per aiutare i governi a finanziare i loro deficit.  Dopo la seconda guerra mondiale, ci fu una lunga fase in cui le banche centrali erano asservite ai governi. E ‘stato solo dal 1970 che sono diventate politicamente più indipendenti. Il pendolo sembra tornare indietro  come conseguenza della crisi finanziaria.

SPIEGEL: Ma il pericolo di una tale politica della banca centrale è già ben noto: può portare ad alta inflazione.

Reinhart: Vero. (…) Pertanto, credo che il passaggio verso una minore indipendenza della politica monetaria non è solo un cambiamento temporaneo.

SPIEGEL: Come storico che conosce molto bene le potenziali conseguenze di lungo termine, queste decisioni miopi non la spaventano ?

Reinhart: Non mi oppongo a questo cambiamento, sto solo affermando che se hai a che fare con un rialzo del debito e gli alti livelli di debito sono un ostacolo per la crescita, che paralizza il sistema finanziario e il processo del credito, un modo per far fronte a questo è quello di cancellare parte del debito.

SPIEGEL: Vuoi dire un sorta di “haircut” ?

Reinhart: Si.  Ma siamo in una situazione nella quale i politici sono molto riluttanti a fare tutto ciò.  Quindi, ciò che accade è che il denaro viene trasferito dai risparmiatori ai debitori attraverso tassi di interesse negativi.

SPIEGEL: In altre parole: quando il tasso di inflazione è superiore ai tassi di interesse corrisposti sui mercati, i debiti si riducono come per magia. Il rovescio della medaglia, però, è che questo vale per i risparmi della gente normale.

Reinhart: Il termine tecnico per questo è repressione finanziaria. Dopo la seconda guerra mondiale, tutti i paesi che hanno avuto un eccesso di debito hanno invocato la repressione finanziaria Dopo la guerra, i governi imposero dei limiti ai tassi di interesse sui titoli di Stato. Oggi hanno mezzi più sofisticati

SPIEGEL: Che significa?

Reinhart: La politica monetaria sta facendo il lavoro “sporco”. E con alta disoccupazione e bassa inflazione nessuno sospetta nulla  Solo quando l’inflazione prima o poi si riprenderà ci si accorgerà che le banche centrali sono asservite ai governi.

SPIEGEL: Lei pensa che sia sbagliato per l’Europa concentrarsi su misure di austerità con l’inflazione a un livello così basso?

Reinhart: No. La ristrutturazione del debito, l’inflazione e la repressione finanziaria non sostituiscono l’austerità. Tutte queste misure riducono il debito esistente. Unless you do austerity you keep adding to the debt. C’è bisogno di una combinazione di entrambi per abbattere il debito ad un livello sostenibile.

SPIEGEL: E ‘ la nuova tendenza nelle politiche monetarie, un buon modo di affrontare i problemi del debito?

Reinhart: Non ci sono proiettili d’argento. Se le banche centrali cercano di monetizzare comprare il debito, ci sono dei rischi associati ad essa. Prima o poi tutto ciò si concluderà con un aumento dell’inflazione. Questa è una scommessa sicura – anche in Giappone …

Alla domanda su come uscire da questa trappola Carmen Reinhart risponde con soluzione, che i lettori di icebergfinanza ben conoscono, passando attraverso il deleveraging rientro generalizzato dal debito e che vi ripropongo  in questa tabella…

Si ha quindi bisogno di una combinazione di austerità, in modo da non aggiugere ulteriore debito e maggiore inflazione, che è effettivamente una forma sottile di tassazione …

Vi ricordiamo che è nato METEO ECONOMY  vi aspettiamo tutti per la nuova avventura su   METEOECONOMY  per condividere insieme nuove informazioni e analisi non solo economico/finanziarie attraverso la tempesta perfetta.

SPIEGEL: … con la conseguenza che le persone stanno per perdere i loro risparmi?

Reinhart: Senza dubbio, le pensioni sono a rischio In Francia, ad esempio, i fondi pensione pubblici hanno spostato i soldi dalle azioni sui titoli di Stato. Non perché i rendimenti sono migliori, ma perché è più conveniente per il governo. I fondi pensione, le banche nazionali e le compagnie di assicurazione sono i primi bersagli, perché i governi possono solo cambiare le regole del gioco.

(…)  SPIEGEL: Ma non è una dichiarazione di fallimento per la democrazia se i banchieri centrali, che non sono nemmeno stati eletti, devono intervenire per risolvere i problemi alla fine?

Reinhart: Penso che l’errore più grande che i politici europei stanno facendo è quello di non mettere più esplicitamente la ristrutturazione del debito sul tavolo.

SPIEGEL: Ti riferisci alla Grecia?

Reinhart: la Grecia ha avuto la sua ristrutturazione, che è storia.  Ma guardate l’Irlanda e la Spagna. Il debito senior delle banche non è stato cancellato nonostante i prezzi siano crollati e stiano tuttora crollando.

SPIEGEL: Forse chiudere alcune banche sarebbe utile?

Reinhart: Che c’è di sacrosanto nel debito delle banche?

SPIEGEL: Beh, il fallimento delle banche può avere un effetto considerevole sul sistema finanziario.

Ora aprite bene le orecchie ed ascoltate anche se il lettori di Icebergfinanza queste cose le conoscono a memoria…

Reinhart: Permettetemi di essere schietta. Un “haircut” non è altro che un trasferimento di denaro dal creditore al debitore. Chi potrebbe essere colpito da un eventuale “haircut”

Le banche francesi, le banche tedesche, le banche olandesi – in sintesi le  banche dei paesi creditori. Cosi puoi comprendere perchè questo è politicamente inacettabile. Questo è il motivo per cui non viene fatto, si tratta di una ridistribuzione. Ma in ultima analisi, sta per accadere, perché il livello del debito è troppo alto.

Balle come abbiamo visto non sta accadendo affatto attraverso i vari fondi EFSF e ESM soprattutto noi italiani rimborsiamo il fallimento delle banche tedesche, francesi, olandesi e inglesi, diciamola tutta che è meglio.

SPIEGEL: Gli Stati Uniti sono pure altamente altamente indebitati.

Reinhart: Sì, ma chi sono i grandi detentori di titoli di Stato? Le banche centrali estere.  Pensi che la Banca centrale cinese sta per essere rimborsata? Gli Stati Uniti non fanno  default in modo esplicito. Se si dispone di tassi di interesse reali negativi, l’effetto sui creditori è la stessa. Questo è un trasferimento dalla Cina, Corea del Sud, Brasile e gli altri creditori verso gli Stati Uniti.

SPIEGEL: E cosa succede se i creditori non continuino a comprare debito  ed i tassi di interesse sui titoli di Stato americani salgono? Vedete il pericolo di una crisi del debito negli Stati Uniti?

Reinhart: Perché abbiamo questi bassi tassi di interesse?  La Federal Reserve è pronta a continuare ad acquistare livelli record di debito fino a quando la situazione della disoccupazione non migliora. E la banca centrale della Cina continuerà a comprare titoli americani perché non vogliono che il renminbi si apprezzi.

SPIEGEL: Il che suona come un moto perpetuo … Reinhart: … Naturalmente…

Ma andiamo oltre e ascoltiamo cosa ha da raccontarci anche Kenneth Rogoff in Il mistero dell’abbassamento dei tassi d’interesse via Project Syndacate

CAMBRIDGE – Mentre i politici e gli  investitori continuano a preoccuparsi per i rischi connessi al drastico  abbassamento dei tassi d’interesse globali, gli economisti accademici continuano  a discutere su quali possano essere le cause scatenanti di questo fenomeno.

Lascio a Voi la lettura delle varie ipotesi concentrandomi sulle conclusioni  

… mentre le banche  centrali fissano tassi d’interesse a brevissimo termine, non hanno praticamente  alcuna influenza sui tassi reali a lungo termine (al netto dell’inflazione),  tranne un modesto effetto mediante le politiche di gestione del portafoglio (ad  esempio, l’allentamento quantitativo).

(…)  Secondo la teoria del commercio classica, un’eccedenza di manodopera globale  dovrebbe implicare un aumento dell’utile sul capitale che, di nuovo, fa salire,  non scendere, i tassi d’interesse.

Sicuramente, qualunque spiegazione  sarà data, dovrà includere la restrizione globale del credito, in particolare  per le piccole e medie imprese. Una più rigida regolamentazione dei criteri di  prestito ha lasciato fuori un’importante fonte di domanda di investimenti  globali, esercitando una pressione al ribasso sui tassi di interesse.

La mia ipotesi è che, una volta  svanita l’incertezza globale e ripresa la crescita globale, anche i tassi  d’interesse globali torneranno a crescere. Tuttavia, prevedere i tempi di questa  transizione non è facile: il rebus dell’eccedenza del risparmio globale potrebbe  essere ancora questione di anni.

Il rebus dell’eccedenza del risparmio globale potrebbe essere ancora questione di anni, come quella relativa ai tassi di interesse e all’inflazione. Chi ha orecchie per intendere intenda gli altri senza dimenticare cosa scrissi a proposito dei tassi dei titoli americani nel medio e lungo termine, gli altri si preparino alla financial repression e alla nuova ondata di ristrutturazione globale!

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Commenti (n° 17)Commenta

  1. silvio66 scrive:

    Ottimo post Andrea.

  2. bergasim scrive:

    Prima o poi il tutto si concluderà con un aumento dell’inflazione, ma quando mai l’inflazione è scesa?
    I tassi sono bassi e i debiti alti, ma per la stragrande maggioranza delle persone i prezzi sono sempre più in salita grazie anche al rapporto di conversione delle lire in euro.
    Il potere di acquisto in questi anni è drammaticamente sceso.
    la deflazione esiste solo nell’elettronica per il resto i prezzi aumentano ben di più degli stipendi ( o dei nuovi stipendi riparametrati in alcuni tipologie di contratti, leggasi ad esempio trasporti, prendendo come rif. gli extracomunitari ).
    Tutti questi scienziati affermati della finanza parlano e ragionano come se le persone facessero parte di un esperimento, lor signori non riescono ad uscire dal contesto economico.
    Scendendo dai loro scranni si accorgerebbero che la società di oggi non è fatta solo ipotesi e tesi economiche, ma è fatta di milioni di persone, lor signori dovrebbero allargare il loro orizzonti anche alla demografia, alla sociologia, alla climatologia, perché questa è un crisi mai vista dove l’aspetto finanziario è solo la punta dell’iceberg.

  3. giobbe8871 scrive:

    Grazie grazie Andrea.
    Anche se queste cose le sapevo già , grazie principalmente alle tue analisi approfondite.
    Sei fortissimo ! :wink:

  4. giobbe8871 scrive:

    Ma è bello leggere una Top economista che dice le cose di Mazzalai. :wink: :wink:

  5. bergasim scrive:

    La tabella sopra non fotografa assolutamente nessuno dei casi dove oggi potremmo trovarci.
    Non c’è mai stato tutto questo stock di debito sia esso pubblico o privato in circolazione insieme.

    HAIRCUT DEI DEBITI E NAZIONALIZZAZIONI BANCARIE

    Ma chi le farà?

    Il mercato?
    I politici?
    I politici costretti dalla gente?

  6. stanziale scrive:

    Oggi Andrea ha fatto dei post molto significativi, notevole anche quello sul fondo a favore delle banche tedesche, francesi e inglesi. In questo momento la cosa che mi inquieta di piu’ e’ il drastico calo dell’oro, come e’ ovvio ognuno da’ una sua ipotesi, c’e’ chi dice (Bottarelli su il sussidiario) che intendono mettere le mani sull’oro dei piigs, in primis Portogallo e poi il boccone ghiotto Italia, ovviamente meno costa e piu’ ti derubano. Una volta preso l’oro dell’Italia, sarebbe poi piu’ difficile abbandonare l’euro, in quanto non hai cosa serve per proteggere la nuova moneta sovrana. C’e’ anche chi vede qualcosa di piu’ grosso, osservando il calo delle materie prime in genere, che potrebbe innescare una valanga su tutto il sistema finanziario quindi anche le banche. Comunque sembra che anche nei giorni precedenti l’attentato dell’11 settembre il prezzo dell’oro fosse calato. Poi c’e’ anche l’appello (disperato?) di Draghi a fare l’unione bancaria prima dell’estate, cioe’ subito. Infine, faranno un presidente della repubblica pienamente organico al bilderberg…l’unico che mi piaceva e’ Imposimato. Tutte buone notizie eh? Mah, forse leggiamo troppo.

  7. lacassandra scrive:

    Adesso viene fuori che lo studio preso a riferimento per giustificare l’austerità, quello che sosteneva di aver dimostrato che paesi con livello di debito/pil sopra il 90% compromettono la crescita, HA MANIPOLATO I DATI PER DIMOSTRARE LA PROPRIA TESI.

    Metto giusto la conclusione: “So what do Herndon-Ash-Pollin conclude? They find “the average real GDP growth rate for countries carrying a public debt-to-GDP ratio of over 90 percent is actually 2.2 percent, not -0.1 percent as [Reinhart-Rogoff claim].” Going further into the data, they are unable to find a breakpoint where growth falls quickly and significantly.”

    Anche loro scrivono corbellerie……

  8. lacassandra scrive:

    Discutibilissimo il link tra stock di moneta e inflazione…..direi concezioni superate…..

  9. lacassandra scrive:

    “If true, this is embarrassing and worse for R-R. But the really guilty parties here are all the people who seized on a disputed research result, knowing nothing about the research, because it said what they wanted to hear.” Krugman li bastona.

  10. lacassandra scrive:

    Italia citata a sproposito nel quadro relativo agli “Archetypes of the deleveraging process”.

  11. icebergfinanza scrive:

    lacassandra@finanza,

    Vorrei solo riportare quanto io scrissi quasi due anni fa … Shiller critica anche la ricerca di Rogoff e Reinhart, nel cui libro si fa riferimento al limite dle 90 % in riferimento al debito una percentuale che secondo Robert sarebbe stata estrapolata arbitrariamente. Ma vi invito a leggere l’articolo direttamente. … Ma mia libertà intellettuale non mi impediva due anni fa di mettere in dubbio le tesi di due stelle polari perché ho capito che in questo inferno non c’è nessuno che ha in mano la verità ma qualche mezza verità ma ne parleremo domani…

  12. icebergfinanza scrive:

    lacassandra@finanza,

    Se tu dai un’occhiata ai post in generale non ho mai dato nessun risalto al limite del 90 % del debito anzi tutto il contrario per quanto riguarda il nostro Paese …

  13. icebergfinanza scrive:

    Reuters has this from Reinhart and Rogoff:

    “Of course much further research is needed as the data we developed and is being used in these studies is new,” they said in a joint response by email. “Nevertheless, the weight of the evidence to date – including this latest comment – seems entirely consistent with our original interpretation of the data.”

  14. podiani12 scrive:

    mmmh…c’è qualche cosa che non mi torna in questa intervista proprio nello Spiegel e proprio ora, non trovi? Sappiamo qual’è la posizione della Germania sull’haircut del “credito” delle proprie banche…

  15. icebergfinanza scrive:

    Appunto… Sembra quasi fatta apposta e contestualizzata dove vogliono arrivare al di la delle visioni di Reinhart quindi il messaggio e’ chiaro ma per noi cambia poco o nulla il rischio e’ solo in banche che stanno per fallire prima azionisti e poi obbligazionisti loro ne hanno una moltitudine

  16. italiapersempre scrive:

    stanziale@finanza,

    l’ oro non vale niente

    vatti a leggere il progetto di CDP di una borsa metanifera su Roma