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Source:  http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2005/12/03/ma-il-ponte-portera-almeno-occupazione.html

ARCHIVIO LA REPUBBLICA DAL 1984

Ma il Ponte porterà almeno occupazione?

Caro Augias, da tempo esprimo la convinzione che il ponte sullo stretto nasconda una turlupinatura. Questo convincimento deriva da considerazioni tecnico-scientifiche (manca il progetto esecutivo e mancano dati sulla risposta del manufatto alle sollecitazioni dinamiche); nonché dalla «storia» dell' affidamento progettuale e di fattibilità alla società di gestione. L' 11 settembre 1997 «la Repubblica» pubblicava un articolo dal titolo: «Il ponte sullo Stretto si farà, nel 2006 passerà la prima auto». Era un' intervista al Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici che dava il quadro tecnico «definito» in ogni aspetto e alla domanda «Un ponte a prova di tutto?» rispondeva: «Praticamente sì». Nella realtà nulla era definito né praticamente né scientificamente anche perché in questa «storia» manca un capitolo essenziale: si dovrà fare prima il ponte vero e proprio e poi le infrastrutture di collegamento, o viceversa? O contemporaneamente? In ogni caso lo sconvolgimento del territorio interessato nelle due sponde, lo spostamento delle stazioni ferroviarie di Villa S. G. e di Messina sono, o no, parte integrante del progetto? A lume di logica questi problemi rientrano non solo tra i requisiti di fattibilità del ponte, ma anche sotto il profilo della compatibilità ambientale conseguente all' impatto su una ampia parte del territorio urbanizzato. Non aggiungo, perché largamente dibattute, l' opportunità di impegnare grandi risorse in territori afflitti da gravi e secolari problemi: la mafia, i dissesti idrogeologici, le conseguenze, tuttora vive, del terremoto, la malasanità, la carenza endemica di servizi efficienti. Ing. Claudio Villari Messina Una delle promesse fatte e molto ripetute in occasione della campagna elettorale a Messina, è che il ponte sullo Stretto creerà posti di lavoro per Sicilia e Calabria. Slogan attraente per una città come Messina con un tasso di disoccupazione del 27 per cento che raggiunge il 64 per cento (!) tra i giovani. Il sottosegretario alla Giustizia Valentino al convegno di An sulla criminalità svoltosi a Reggio C. ha dichiarato: «Il ponte è un' occasione per realizzare tanti posti di lavoro, circa 12 mila, da dividere equamente tra Reggio Calabria e Messina» (Gazzetta del Sud del 29.11.05). Berlusconi, a Messina per la campagna elettorale, ha parlato non solo di calcio ma anche di lavoro. Esagerando come al solito ha detto che il ponte creerà 40 mila posti per la gente del sud. E' interessante far conoscere su questo punto il parere dell' Advisor (società indipendente consultata dal Governo nel 2001). A pag. 84 della relazione di sintesi si legge: «Il quadro degli effetti occupazionali diretti, nello scenario con il ponte, mette in luce una perdita di posti di lavoro, 1.234 addetti fra i lavoratori del traghettamento automobilistico e ferroviario, che non viene recuperata. nella gestione e manutenzione del ponte». Questa «è in grado di generare solo circa 480 posti di lavoro. La perdita netta è quindi di 764 posti.» L' Advisor stima che per i lavori del ponte i lavoratori siciliani saranno il 19 per cento del totale, i calabresi l' 11,6, a fronte del 62,9% del resto d' Italia e del 6,5% dell' estero. Alle ' turlupinature' esposte dall' ingegner Villari, bisogna dunque aggiungere anche queste.