Deep link provided by Citebitelana caprina
"abbiamo bisogno di una barca più grande"
Per prendere il largo,
o far ritorno al porto,
serve lo strumento adatto.
Per navigare sicuri in questa
rada, tra secche, correnti
e rocce a pelo d'acqua,
gettate ogni tanto un occhio
al portolano.
Nuovi del molo? Leggete qui.
nikink in per di qui, prego: n...
blacksheep77 in per di qui, prego: n...
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Rubriche 2005
google
in rete c'è tutto
ship of fools
Rubricaprina
piemontese caprino
Il presente natante,
mi pare patente,
non è una testata giornalistica,
benché incidentalmente
ci scriva un giornalista
e una cucina editoriale
esista.
Una periodicità c'è,
per le rubriche cadenzate,
ma quale sia
non domandate.
Scoprirlo potrete,
se vorrete.
Nel frattempo:
è cosa assodata,
non state prendendo
una testata.
solo *loading* volte
Troppo stanco ed impegnato per pensare, sviscerare, indignarsi benché ve ne sia donde, persino per attendere le celebrazioni rotonde. Nel titolo, il numero progressivo di questo post: da tanto bela la capra, siamo quasi a 500. Ne approfitto per stilare un bilancio di navigazione, interpretare la rotta, dar conto di futuri progetti e d'una breve pausa che inizia oggi. Questo post è assolutamente autoreferenziale, da evitare se non siete amici o non volete diventarlo. È anche lungo assai; qui, in partibus infidelium, anticipo solo che, per una settimana circa, lana caprina va in letargo. Ed ora, chi mi ama mi segua, come diceva Emanuele Pirella. :-)
Il tagroll
Domenica scorsa, durante alcune inattese ore tranquille al lavoro (che tranquillo, come invece avevo predetto, non è stato affatto) ho prodotto il rush finale: 55 nuovi link, quasi il 10% di un totale che assomma, ad oggi, a ben 565. Il tagroll è completo, semmai lo possa essere qualcosa in rete. Per ora, insomma, ci ho infilato tutto quello che d'interessante m'è passato per il browser in più di tre anni di vita online, inclusi alcuni link che tenevo da parte per post che mai più scriverò.
Le categorie sono aumentate, anche per mantenere in ciascuna l'affollamento di link accettabile; la sezione stupidaria, ad esempio, divenuta abnorme è stata scissa, dando vita alla gemella teorie&complotti. Così - com'è naturale - la categoria - o tag - più densa è quella dei blog. La gran parte dei link è taggata in più categorie: la ricerca per cluster interni è così più agevole. Alcuni url sono ovvi, molti li conoscete già, qualche chicca la troverete senz'altro. Nessuno di voi lettori affezionati ha ancora avuto voglia di dirmi la sua su quest'impresa, che tenta di accoppiare ad un blog una sorta di portale personale, ma spero ugualmente che possiate trarne beneficio od anche solo divertimento.
Il riposo
Tutto questo catalogare m'ha un poco asciugato la voglia di rete. Mettici l'impegno al lavoro e capirai che ho bisogno d'una pausa. Credo che non posterò più nulla per una settimana abbondante: domenica andrò al mare per cinque giorni, al rientro avrò un bel po' da fare e non garantisco che l'ultima puntata della rubricaprina piemontese sarà postata domenica 10 settembre, che tra l'altro è il mio compleanno (e già m'aspetta una dozzina d'ore in albergo). Voglia di scrivere ne ho parecchia; non mi soccorre il tempo (ci saranno novità lavorative - una sorta di promozione: lavori molto di più per guadagnare un poco di più - che mi porteranno presto via molta altra vita) ma ho diverse idee in cantiere. Vedremo quanto impegno potrò metterci. Male che vada, supplirò alla minor quantità con maggior qualità. Diciamo che ce la metterò tutta.
I progetti
Ieri, 31 agosto, era il blogday. Lo celebrai l'anno scorso con novizia diligenza; per quest'anno ho un progetto speculare, a mio avviso persino più utile, visto dalla prospettiva di uno con pochi consolidati accessi. Scriverò due o tre (dipende dagli eletti: siamo alle primarie) post per raccontare il piacere e la simpatia umana che mi portano a leggere i miei blog preferiti. Parlerò di quel che le persone dietro l'url mi comunicano. Le persone: questo mistero celato dal velo d'un nick, intangibile quanto a portata di mano; esposto ma remoto. Dirò quel che mi dicono i sentimenti, ché infine mi sembra che qui, oltre ad esporli, dimentichiamo di riconoscerli, nominarli, farne arma di crescita.
In parallelo, sto lavorando i cluster dei mittenti spammer (i che?). Amici della fuffa, fingete per un istante che io sia un Barthes od un Eco, e seguitemi in semiologico silenzio. Già in un paio d'occasioni mi sono divertito a raccogliere i falsi mittenti che i generatori automatici degli spammer creano, accoppiando (im)plausibili nomi e cognomi. Alcuni sono davvero esilaranti, nell'accostare termini lontani o stridenti. Ho pensato allora di farne una rubricaprina, unendoli in famiglie a seconda del senso prevalente che manifestano. Un lavoro fantastico, ideale per chi ama il capello ben spaccato in quattro, per l'autentico collezionista di parole. Al momento abbiamo: artisti, marginalità, fuoco, religione, elettricità. biologia, etnie, sport, burocrazia, animali, cibo, carpenteria, ... Ma l'esordio è previsto molto in là, diciamo intorno a metà ottobre, e la ricomposizione dei frammenti ("torna a casa, lemma") darà certo succosi nuovi frutti insperati. Ci sarà da divertirsi.
L'evoluzione
Questo blog dalla cadenza un tempo armonica ha preso una piega anomala. Gli aficionados conoscono a menadito gli argomenti di cui qui si tratta. Non staremo a ripeterli, rimandando eventuali neofiti giunti fin qui al faq-post. Tra una segnalazione ed un cazzeggio, nikink - al secolo Nicola Pittavino da Torino - ha tentato d'offrire di tanto in tanto un po' d'informazione su fatti a lui vicini insieme a qualche riflessione sulla società e sul suo specchio in rete. Questo costa qualche ricerca, molte letture, parecchio tempo notturno sottratto alla famiglia o semplicemente al - talvolta - pur necessario disimpegno.
Il discrimine è venuto ad aprile quando, per evitare l'intasamento degli account in vista d'un periodo d'assenza, mi sono disiscritto da buona parte delle newsletter che ero solito ricevere e diligentemente consultare con rigore compulsivo. Da allora, leggo sempre meno in assoluto, ma soprattutto consumo meno informazione tecnologica. Non riesco più a frequentare il lunghissimo blogroll oltre le cinque o sei visite quotidiane, figuriamoci la sala macchine. Ecco perché la roba rete è, ad oggi, la categoria meno aggiornata. C'è una fuga in atto, mi piacerebbe sapere da voi lettori se vi trovate meglio o peggio di prima. Del mio, posso dire che esistono veri santuari dove reperire l'ultima pensata 2.0: non credo che qui si possa fare altro che rilanciare. Ma, allora, meglio aprire il tagroll ed andare alla fonte.
Qui troverete sempre più sovente la freddura, l'invettiva, la riflessione ombelicale fatta universale, il dettaglio che tenta di svelare il quadro, la minima immoralia. Questo è diventato, in fin dei conti, solo l'ennesimo cazzo di sfogatoio, un baruccio dove si beve insieme, quattro amici al blog a riconoscere le proprie inadeguatezze. Non potrà mai essere il locale storico dove si leggono i quotidiani del mondo e s'incontrano gl'intellettuali che contano. Pazienza. Un tempo, si diceva del rock che salvava la vita. A me sta succedendo col blog. Spero di continuare a farlo con voi, se v'interessa. A me, dopo più di un anno e mezzo, piace ancora parecchio. Se vorrete scrivere due righe su qualcuna delle questioni che vi pongo, ne sarò felice. Da soli, in rete, si fa poca strada.
ULTIM'ORA
Ieri notte, finito di cementare questo laterizio e prima di dormirci su per postarlo oggi, in onore alla frase finale ho fatto un giro su blog che non leggevo da un po'. Quale magnifica sorpresa, leggere le vibranti parole che Massimo / Azael ha dedicato a Ita®iani, il nostro blog collettivo che, fermo ormai da tre mesi, avevo dato per morto due settimane fa, modificando allo scopo la sezione transatlantico nell'iper-paratesto. Quale gioia scoprire che Ita®iani è risorto! ed abbiamo anche un nuovo autore. In gran segreto, l'amico Giordano ha ripreso la barra del timone. Non potevo avere regalo migliore per questo periodo di pausa e per il mio imminente compleanno. Ho subito ripristinato il testo precedente: sarò ancora e sempre un marinaio del transatlantico. Appena torno, rivestirò l'uniforme e tornerò ad imbarcarmi. T®ema, o Pat®ia de®elitta!

Il nostromo nikink naviga
anche su una barca
davvero più grande,
forte d'un equipaggio
d'autentici lupi di mare.
Prendi anche tu il largo
insieme ai veri
Volete sapere quant'è
grande il transatlantico?
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[nikink at fastwebnet.it]