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Source:  http://jumpinshark.blogspot.com/2011/06/tra-15-e-150-tipi-di-amicizia-su-social.html?spref=tw

domenica 19 giugno 2011

Tra 15 e 150. Tipi di amicizia su social network

Tra 15 e 150. Mi spiego subito, sul web ognuno può essere famoso per 15 persone (Momus, 1991) e sul web e nella vita reale il numero massimo di persone con cui stiamo in "relazioni sociali stabili" si aggira intorno a 150 (Validation of Dunbar's number in Twitter conversations, 2011 [1]). Siam fatti così, "bio-socialmente", al momento, almeno. E lo sai anche tu che hai cinquemila amici su FB, ma nella vita reale e nelle interazioni on line ne frequenti abitualmente solo poco più di cento.
Non voglio però scrivere un post di considerazioni pensose e profonde sul "senso dell'amicizia" nell'era dei social network. Pochissima filosofia storia e sociologia, nel seguito; mi limiterò, molto praticamente, a presentare alcuni siti social che conosco e mostrerò che cosa in essi significa "amicizia", termine-ombrello ora usato, inevitabilmente, in senso molto lasco. Ma prima inquadriamo un po' meglio la situazione.
Il web "social", "2.0" crea comunità di utenti e il legame fondamentale della comunità e\o delle sottocomunità on line è l '"amicizia", declinata in varie forme. Persino gli arcigni forum tematici, con le loro molto adolescenziali gerarchie paramilitari, sono infine basati su relazioni di "amicizia", simmetrica tra pari grado, asimmetrica tra superiori e sottoposti. Il moderatore è amico del moderatore, l'utente semplice è "amico" del moderatore, ma "da inferiore" (per questa tipologia si può vedere Cicerone o la discussione su Twitter, più sotto). Il programmatore, questo insensibile e triste figuro, ragiona però freddamente e usa solo i concetti di "legame", "relazione" in senso informatico. Le domande che si pone (in modo ovviamente più formale della mia esposizione) sono: se A ha legame con B, B ha lo stesso legame con A? Se B rompe il suo legame con A, che conseguenza ha questa azione per il legame di A con B? Se A ha legame con B, che cosa può fare di diverso nei confronti di B, rispetto a C non legato a B? 
"Ma allora si riduce tutto il calore umano a impoetici Vero o Falso in tabella Utenti?" Sì certo, ma se usi implementare al posto di ridurre suona già molto diverso. "Ma allora l'amicizia sul web non esiste, è un epifenomeno, un'illusione?" Ehm, domanda filosofica, storica e sociologica (e pure mal posta).
Basta, partiamo con gli esempi.

Facebook. Carlo chiede a Bruno se vogliono diventare amici. Bruno approva. Carlo e Bruno ora possono condividere molte cose. Bruno può "limitare" Carlo, ad es. ignorando di default gli inviti troppo numerosi di Carlo, appassionato di giochi su FB. Se Anna è amica di Carlo e Bruno e Donatella, FB consiglierà a Carlo e Bruno di stringere amicizia con Donatella. L'applicazione cerca infatti di sviluppare al massimo le connessioni tra gruppi di utenti omogenei, favorisce la "proprietà transitiva" dell'amicizia (perché? Per vendere più cose possibile al maggior numero di persone, aziende comprese, ma questo è altro discorso che chiudo subito e riaprirò, senza polemiche, in fondo).
Se Bruno non vuole più essere amico di Carlo può sciogliere il legame, e Bruno non si ritroverà più Carlo tra gli amici. Abbiamo quindi una relazione perfettamente simmetrica che può essere troncata anche da uno solo dei due membri.
Relazioni "subordinate" di "amicizia" esistono con le pagine mi piace, per singoli individui e aziende o gruppi e comunità (anche se per queste ultime è disponibile pure la funzione gruppo).
Non vi è infine distinzione, al livello dell'applicazione, tra quelli che in italiano si chiamano conoscenti e gli amici; questa terminologia potrebbe riuscire utile anche nell'ottica del paper citato all'inizio, individuando i rapporti con 1-150 persone, gli amici, e quelli con 150-1000+, i conoscenti. Nelle pratiche d'uso e nella calibratura delle opzioni questa distinzione e questo limite vengono però implementati, appena sorge l'esigenza, dagli stessi utenti, o almeno, come si vedrà, da quelli furbi. L'amicizia su Facebook assomiglia quindi all'amicizia nei dialoghi al bar. Carlo: "Vai da Mario, è un amico", Bruno: "Il tuo amico Mario mi ha trattato bene", Carlo: "Te l'ho detto, è un amico"; ma se Bruno invece sbotta: "Il tuo amico Mario mi ha fregato!", Carlo subito precisa: "Ma che amico, è un conoscente". L' "è un conoscente"  è insomma in FB un "amico" a cui si nascondono i propri post. Forse questa è una precauzione un po' inusuale, ma come sempre su FB l'imprudenza ha conseguenze catastrofiche. Come fai a negare l'"amicizia" al tuo datore di lavoro che vuol fare il simpatico? Ma se non imposti bene le opzioni, quando posti la prossima cattivissima vignetta anti Lega, riceverai 30 mi piace e una lettera di licenziamento, dal capo, segretario provinciale del Carroccio.
E sì, caro lettore, quando farai, tra cinque giorni o cinque anni, il tuo colloquio di lavoro per l'ennesimo co.co.pro., ci sarà qualche tuo "amico" (ne hai 5000 mila, vero? e non ti sei mai preoccupato di cosa vedono, vero?) che tirerà fuori un tuo post del Maggio 2011 con accuse pesantissime e non provate nei confronti del PDL locale. Ma guardiamo le cose dal lato positivo, rimanendo a casa avrai ancora più tempo per stare su FB con i tuoi amici
!

Twitter. Odio i termini follower e following, perché hanno, soprattutto nella traduzione mentale italiana (i miei seguaci, sono seguace di), un retrogusto settario insopportabile. Ma descrivono, prevedibilmente e perfettamente, la situazione dell' "amicizia" su Twitter.
Carlo segue Bruno, anche se Bruno non segue Carlo (e magari non sa nulla di Carlo; si noti invece che FB richiede la "conoscenza" della persona con cui si stringe amicizia). Se proprio Bruno non sopporta Carlo lo può bloccare, ma generalmente Bruno favorisce l'adesione di nuovi "seguaci" al suo account. La relazione non è simmetrica e non è transitiva, ovvero se Carlo segue Anna e Bruno segue Carlo questo non implica che Bruno segua Anna.
In conseguenza di questa configurazione, gli utenti Twitter possono subire traumi psicologici pesantissimi, anche a gruppi. Immaginate questa situazione: Carlo segue Anna, Anna segue Mirko, Mirko segue Carlo, Carlo non segue Mirko, Mirko non segue Anna, Anna non segue Carlo. Confusi? Se upgradiamo seguire in amare, capite subito meglio: Carlo ama Anna che non lo ama, Mirko ama Carlo che non lo ama, Anna ama Mirko che non la ama. Più triste di un brutto film sotto-Bergman, vero?
Twitter non distingue tra amici, mipiace, gruppi, amici-e-conoscenti e non prevede l'approvazione dell'altro per i legami che instaura (solo, nei casi gravi, la censura). Deve quindi, inevitabilmente, scindere alla base il legame di amicizia in due distinte e opposte componenti, pena la totale ingestibilità dell'applicazione, una volta superata una minima soglia di utenti (identi.ca, il clone open source di Twitter, questa soglia non l'ha raggiunta e può infatti permettersi di avere ancora una timeline pubblica con i "tweet" di tutti gli iscritti al sito).
A lato, notiamo che uno degli "effetti di realtà" più riusciti dei SN è appunto la vicinanza, l'amichevolezza e amicabilità, delle star. Le personalità spesso non curano il loro account, e quindi Justin Bieber può "seguire", "essere amico" con 110 mila persone (a fronte di 10 milioni di fan) e ogni tanto rispondere loro. Ovviamente con l'interfaccia normale di Twitter non si riuscirebbe nemmeno ad aprire la propria Home, seguendo centomila persone (si esaurisce subito la quota oraria di stream consentito). In USA uno staff ben pagato con TweetDeck e strumenti business Twitter curva in "siamo amici" la relazione "sei fan di", quasi impercettibilmente, ma abbastanza perché ogni fan sia convinto di poter essere lui il fortunato prossimo "retwittato" o citato, e quindi continui a produrre buzz per Bieber. In Italia è ancora meglio, con un precario o uno in nero a 800 € al mese ti aggiorni tutti i profili sui SN (anche se, in casi sfortunati, vedi per Letizia Moratti su Twitter con la moschea a Sucate, può fare danni).

aNobii. Il ponziopilatismo di aNobii è irresistibile. Carlo si iscrive al sito. Carlo vede il profilo di Anna. Può scegliere di diventare "amico" o "vicino" (conoscente) di Anna e Anna "deve subire" (Carlo nella vita reale è uno spasimante innocuo e non gradito di Anna). Ma Anna, nella vita anobiana, non è quasi toccata dall'essere stata indicata come "amica" o "vicina" di Carlo, o meglio riceve una notifica dell'aggiunta come amica\vicina, e i suoi aggiornamenti e recensioni compaiono nella cronologia di Carlo, ma queste informazioni sono comunque pubbliche e visibili dal profilo. Su aNobii ogni utente "vede molto"  e viene favorita la scoperta di informazioni sugli altri, collegate però a cose "culturali", quindi "da diffondere" (eccezioni notevoli: i messaggi sono privati, le visite alle librerie altrui possono essere anonime, soprattutto è consentito nascondere libri aggiunti alla libreria). La precedente spiegazione teorica ha forse qualche fondamento, ritengo però ancora più probabile che aNobii abbia la configurazione attuale piuttosto "aperta", semplicemente perché non offre ancora features che necessitino di diversa "socializzazione".
Immaginiamo che ogni 100 recensioni prodotte aNobii regali al fedele utente un ebook per lui, uno per un "amico" scelto dal fedele utente, e uno per un "amico" scelto a caso. In questo contesto si dovrebbe avere una preapprovazione dell'amicizia, sia per evitare il fatto che Anna riceva un ebook da Carlo (con cui non vuole avere niente a che fare) sia perché Bruno non aggiunga centinaia di amici al proprio account solo per aumentare le possibilità di vincita degli ebook; in breve tempo molti altri utenti adotterebbero la stessa strategia, e la comunità di aNobii diventerebbe quasi totalmente interconnessa, con grave peso sul sistema. Se il mio esempio vi pare un po' strambo consentitemi di darne una versione più plausibile: aNobii farà nei prossimi mesi una "svolta alla Amazon" e molto probabilmente implementerà i voti per le recensioni. Recensioni con molti voti positivi = qualità; molte recensioni di qualità = ottimo e abbondante contenuto del sito, con copy gratuito (ricordiamolo sempre); quindi maggiore possibilità di diventare canale di vendita on line (chi compra una vacanza su di un sito sgrammaticato con tre offerte e una recensione?). Per invogliare i migliori recensori aNobii potrebbe dare buoni sconto sui libri, per loro e i loro amici. Così quando Bruno si vede arrivare lo sconto da Carlo, ottimo recensore, si mette anch'egli all'opera e alimenta il sito. Ma questo sistema potrebbe appunto funzionare solo se venisse cambiata la struttura delle relazioni sociali.

Come abbiamo mostrato la relazione di "amicizia" sui SN dipende fortemente dal tipo di funzioni che un'applicazione vuole offrire ovvero dal suo modello di business. L' "amicizia" ha sempre una definizione operativa e serve per organizzare una comunità di utenti; comunità di cui l'applicazione cerca di prevedere gli interessi e che deve essere mantenuta gestibile, sia dal lato sviluppo che dal lato utente, prima di tutto proprio attraverso la calibratura dell'"amicizia".

[Questo pezzo è naturalmente dedicato ai miei amici su Twitter, carissimi e ormai indispensabili epifenomeni!]

[1] E' un paper scientifico con matematica specialistica ma riuscirà lettura comunque utilissima anche a chi salti le equazioni. Due dei tre autori sono fisici italiani, ora in prestigiose università americane, dopo brillantissima formazione nel nostro Paese. Alessandro Vespignani è scienziato noto a livello internazionale (Wiki) e Nicola Perra è giovane molto promettente.
A lato mi si lasci dire che la splendida ricerca non pare però tener conto di un' "aberrazione storico-genetica" di rilievo. Gli italiani Vespignani e Perra dovrebbero infatti sapere che  alcuni leggendari politici democristiani tra il 1945 e il 1990 hanno spinto i limiti della "relazioni sociali stabili" molto oltre la soglia di 150 (per chi non ricorda zio Remo c'è la strepitosa scena della domenica con gli elettori de Il Divo). E taluni nostri ingrati magistrati a incriminarli di corruzione e voto di scambio:)!

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